— Che cerchi? Che vuoi?
— Un paio di forbici.
Un servitore gli porta un paio di cesoie: lui, allora, piglia una sedia, l'accosta alla parete, sale sopra la sedia e si mette.... a tagliare il naso d'una regina Ester dipinta a olio, grandezza naturale, dicendo furiosamente:
— Sono due ore che questo vigliacco d'un naso mi porta sfortuna!
Nei due mesi di luglio e agosto, il commendatore per solito è ai bagni di Civitavecchia e la sua manìa di giocare è talmente forte e invincibile, che si rassegna a giocare col primo che gli capita; così che certe volte gli succede di aver che fare, senza saperlo, con qualche figurotto, con qualche cavalier d'industria.
Un anno fa, egli aveva incontrato un intrepido giocatore d'écarté, che nessuno sapeva chi fosse, nè donde venisse; a ogni modo, il commendatore giocò, perdette e gli parve di accorgersi che il gioco del suo compagno non fosse così limpido, così leale, come avrebbe dovuto essere. Nondimeno, piuttosto che non giocare, si rassegnò a un compagno simile, ma sottoponendolo a un'incessante vigilanza.
A un certo punto d'una partita, il commendatore osservò bruscamente al compagno che segnava quattro, mentre non ne aveva che tre.
— Ah! è vero; — rispose tranquillamente il giocatore sospetto; — m'ingannavo.
— Domando scusa: non è voi, che ingannavate!...