La violenza della polizia diviene alcune volte estrema. Un telegramma laconico da Sant’Antonio (Catamarca) del 15 aprile diceva: « Domenica dalla polizia locale è stato assassinato il giovane E. M. con un colpo di remington, senza motivi noti. Si crede ad una vendetta premeditata. » Soltanto qualche giorno prima un commissario aveva ammazzato a revolverate due marinai ad Uruguay in Entre Rios. (Giornali del 12 e 13 aprile).

Alla fine dello scorso marzo la polizia di Bahia Blanca ha assalito alcuni operai italiani inermi al grido di mueran los gringos, ne ha ferito quattro a sciabolate, ed ha inseguito gli altri fin nelle case e nelle botteghe insultandoli, facendo arresti a casaccio, conducendo in prigione persino due feriti, uno dei quali in istato grave. Le inchieste ufficiali hanno negato questi fatti, che però sono attestati da testimonianze inconfutabili e da una protesta firmata da quarantatre commercianti di Bahia Blanca appartenenti a varie nazionalità. I commercianti di quella città sono cinquantadue.

A Corrientes, nella colonia Bella Vista, un giovane, che dal nome sembrerebbe italiano, è stato anche lui assassinato dalla polizia. Il telegramma pubblicato dalla Prensa diceva così: « Il giovane tornava da un ballo con un fratello. Un ufficiale e un sergente di polizia lo raggiunsero per via e il sergente gli diede la morte. »

In questi casi spesso le autorità superiori iniziano delle inchieste, la giustizia se ne impadronisce, ma la cosa finisce così quasi sempre, con un po’ di rumore. Dopo qualche anno i giudici dichiarano che per il tempo trascorso è impossibile fare la luce, e buona notte. Alcuni agenti di polizia di Trenque Lanquen sono stati così recentemente liberati dalle accuse di usurpazione d’autorità, brigantaggio, stupro, furto e usurpazione d’immobili, le vittime dei quali furono dei contadini della colonia La Luisa, di nazionalità francese. Ho sotto gli occhi i rapporti pervenuti al ministro di Francia, che fanno fremere d’orrore e d’indignazione. « C’est la Justice condamnée par les juges eux-mêmes! »—scrive nei suoi commenti Le Courrier de la Plata, organo della collettività francese.

E pensate che non tutte le vittime della polizia hanno il coraggio se non la possibilità di avanzare i loro rapporti. Pensate che vi sono tanti gridi di dolore che si perdono inascoltati nell’immensità della Pampa!

Che difesa può rappresentare per la società questa polizia che fra pochi buoni elementi contiene tanto marcio? Un giornale di Santiago del Estero—dove i reati sono comunissimi—El Siglo, giornale che cito a preferenza fra tanti perchè non tacciabile certo d’avversità al Governo—dimostra la parte che ha la polizia nello sviluppo della criminalità, non fosse altro per la sua passiva condotta di fronte al delitto, conseguenza inevitabile della sua disorganizzazione. La polizia non si cura talvolta nemmeno di eseguire le constatazioni del delitto. « La garanzia della vita e della proprietà delle popolazioni rurali—dice El Siglo—va facendosi ogni giorno più illusoria, al punto che non si prende alcuna misura per la persecuzione e la punizione dei colpevoli, i cui crimini hanno per teatro gli stessi sobborghi di questa capitale. »

El Municipio di Rosario ha scritto: « Basta percorrere i centri rurali e conversare con gli abitanti autorevoli, per darsi conto che la vita laboriosa e onorata si è fatta impossibile per il predominio degli elementi nocivi che commettono le maggiori ferocie senza che nessuno li molesti. »

Ma anche se una tale polizia proteggesse le popolazioni dai criminali, che mai le proteggerebbe poi dalla... polizia?

È giustizia riconoscere che fra le quindici polizie argentine quella di Buenos Aires è di gran lunga migliore, e rappresenta un’eccezione lodevole. Da qualche anno è stata organizzata su modelli europei. La vita internazionale della grande metropoli ha avuto un’influenza sui costumi; la lotta politica ha preso in quell’ambiente vastissimo forme meno primitive e meno brutali, e la polizia si trova ricondotta a poco a poco al suo naturale ufficio di strumento della giustizia. Va rientrando nella legalità. Non vi è ancora rientrata del tutto, perchè anche a Buenos Aires, a dire il vero, avvengono qualche volta arbitrî e abusi polizieschi; ma sono un nulla in confronto agli orrori ed errori delle polizie gauchas delle provincie.

E se si potesse fare il bilancio di quanto costano alle operose, infaticabili ed umili popolazioni rurali quegli errori e quegli orrori, quanto denaro, quante lacrime, e quanto sangue italiano!...