Gli ordini si risentirono della decadenza degli uomini e del cambiamento nelle armi: essi furono meno solidi e meno mobili, furono alterati in tutte le loro proporzioni dalla diffidenza che avevano gl'imperatori d'Oriente, dalla forza ed unitá dell'antica legione la quale tanto aveva influito nel governo.

Ecco a nostro credere dimostrato che la superioritá degli antichi essendo stata interamente negli uomini, la sola degenerazione di costoro alterò tutti gli elementi del sistema militare e produsse il grande avvenimento della dominazione de' barbari. Se al contrario le scienze fossero state nell'impero ciò che sono tra le nazioni incivilite d'oggidí, l'arte militare si sarebbe mantenuta al loro livello ed i barbari non avrebbero potuto osare l'invasione, siccome oggi non l'osano e per le cause medesime. Basta vedere come il fuoco greco contribuisse sí lungamente alla conservazione dell'impero d'Oriente malgrado la corruzione e l'abbietta esistenza di questo, per comprendere che se l'impero romano fosse stato veramente incivilito e se questa civiltá avesse potuto reagire sulle sue forze conservatrici, avrebbe esso data alla storia un altro colore ed all'umanitá altri destini.

Nella stessa guisa e col metodo stesso ci faremo a svolgere lo stato dell'arte militare nel medio evo, per continuare sotto questo rapporto la comparazione de' moderni con gli antichi e renderla cosí piú compiuta. Nel quale imperfetto lavoro ci dá coraggio il vivo interesse che nell'animo nostro si sveglia allo scorgere nella serie degli avvenimenti quanto potere abbia avuto su di essi un'arte che a prima vista pare speciale, un'arte che ci sta molto a cuore e che vorremmo vedere presso di tutti considerata come scienza conservatrice e come parte dell'economia sociale.

DISCORSO III

Della scienza della guerra nel medio evo e delle sue relazioni con le altre scienze e con lo stato sociale.

Il medio evo, considerato come un'èra di distruzione e di rinnovazione, è una delle epoche piú importanti dell'istoria dell'umanitá.

In effetto quale spettacolo piú atto a risvegliar la meditazione che la distruzione successiva dell'antico mondo? La quale vedesi compiere per lo spazio di piú secoli nelle leggi del pari che nei costumi, sí nelle istituzioni come nelle credenze, tanto nelle idee quanto nelle passioni; e scorgiamo poi questi elementi scomposti dell'antico ordine fondersi coi nuovi e preparare un sistema di progressiva civiltá che fa l'orgoglio della presente Europa e ch'è la piú bella pagina degli annali della specie umana.

Un punto di veduta sí elevato sfuggí alla sagacitá dei filosofi del secolo scorso, i quali non considerarono questo istorico periodo se non come quello nel quale il mondo classico antico era scomparso, dando luogo ad una vasta colonizzazione di barbari, che avevano col loro dominio fatto retrocedere lo scibile umano in tutte le sue diramazioni. Nel nostro secolo al contrario i sapienti deplorando tutto ciò che si distruggeva dal quinto all'undecimo, hanno veduto da questo al decimoquinto una serie di progressi importanti, che menavano ad un sistema di civiltá superiore a quello degli antichi, piú in armonia con le leggi di un vasto perfezionamento sociale comune a tutti gli uomini ed in conseguenza piú compiuto e piú solido.

Stabilita una volta questa partizione del medio evo in due periodi, uno che tendeva a scomporre l'antico ordine che reggeva l'Europa sotto la dominazione romana, l'altro che intendeva a creare il nuovo sotto il quale l'Europa è ordinata oggidí, crediamo importante esaminare qual sia stata la sorte dell'arte militare in questi due periodi; ricerca che può servire a verificare lo stato delle scienze e della societá in quella epoca, per le relazioni costanti e moltiplici tra l'una e le altre.

Le tre quistioni nella soluzione delle quali crediamo poter trovare di che raggiugner l'oggetto che ci proponemmo, sono: