La penisola iberica avea richiamata l'attenzione e l'ammirazione dell'Europa per la sua lunga resistenza alla dominazione francese. Ma la sua posizione topografica, la perdita delle colonie, le interne dissensioni e le perdite sofferte le avevan tolta ogn'importanza positiva nelle transazioni politiche dell'Europa dopo la caduta dell'impero francese.
La Francia ristretta ne' suoi antichi limiti, dominata ed occupata, pareva aver molto perduto d'importanza politica; ma la sua gloria militare non mai smentita neppure nell'avversa sorte, la sua avanzata civiltá e le istituzioni che ne risultarono, conservavanle una potenza morale che non cessò di esercitare sull'Europa tutta.
L'Olanda cessò di esser repubblica, ma riunita ai Paesi bassi divenne una monarchia di secondo ordine.
L'impero germanico vide la confermazione dei re creati durante l'impero, la distruzione de' principati ecclesiastici, la riduzione di tutti i piccioli principi, lo scioglimento del legame feudale rimpiazzato da una federazione. Gli eserciti delle potenze secondarie erano comparsi con gloria sul campo di battaglia, le masse nazionali si erano mostrate perseveranti per la difesa della propria patria e l'intelligenza era in un movimento ascendente in tutti i rami dello scibile. La sua missione nell'equilibrio europeo pareva esser quella di un gran corpo destinato a impedire che il settentrione e il mezzogiorno si urtassero in modo da dare l'universale dominio al vincitore.
La Prussia si era ingrandita e soprattutto erasi rilevata con energia e con gloria dai suoi disastri: ella stava tra le grandi potenze non per estensione, non per configurazione, non per l'unitá de' suoi popoli, ma per la sua forza morale, per l'intelligenza del suo governo, per la bontá delle sue istituzioni militari e pel vigore della sua nazionalitá. Ciò che un grand'uomo aveva fatto nella guerra de' sette anni la nazione intera l'aveva operato nel 1813, 1814 e 1815; la qual cosa, unita all'intelligenza sparsa e progrediente nella societá, davale un valore politico e militare di molto superiore alle sue forze reali.
L'impero austriaco aveva còlto il frutto della sua perseveranza, della soliditá del suo esercito e del patriottismo de' suoi popoli, riprendendo tutto il perduto per la guerra e conservando i compensi di Campoformio e la Galizia.
La Russia che aveva avuto il raro vantaggio di combattere tutta l'Europa nel terreno che meglio le conveniva, nel 1812, ricevette una forte impulsione da questa campagna, e nella sua reazione dominò nel mezzogiorno, nel settentrione e nell'oriente, ricca di nuovi acquisti sul Baltico, sulla Vistola, sul Fasi e sul Pruth; crebbe di forza materiale e morale e di ricchezza con lo sbocco ch'ebbero i suoi prodotti nell'Europa; eserciti numerosi, agguerriti e pazienti assicuravano la sua potenza; e diede una nuova pruova che gli uomini come le nazioni ignorano le loro forze se queste non sono eccitate, mentre Carlo decimosecondo e Napoleone hanno fatto conoscere alla Russia le risorse che aveva per difendersi dalle loro aggressioni.
La Scandinavia prese, benché tardi, parte alla guerra europea, ma in senso opposto. La Danimarca perdé la sua marina e perdette ancor la Norvegia che passò sotto il dominio del sovrano della Svezia. Quest'ultima con cedere le sue possessioni di Germania restò isolata per cosí dire dal continente europeo.
La Porta ottomana avea respirato durante la lunga guerra europea che avea distratto i suoi nemici naturali: la pace di Bukarest nel 1812 e lo spirito pacifico dell'Europa la garantivano contro attacchi esterni, ma l'invasione francese aveva rotto i suoi deboli legami con l'Egitto, e i suoi sudditi greci arricchiti dal commercio sentivano quanto vi era di doloroso e di umiliante nella loro posizione e minacciavano una insurrezione.
L'orgoglio e l'ambizione dell'Inghilterra erano stati compiutamente soddisfatti, mentre avea le sue truppe accampate nel bosco di Boulogne, tutte le flotte degli altri Stati o erano state distrutte o ridotte a tale da non poterle resistere, ed aveva occupato Corfú ed il capo di Buona speranza non solo, ma tutto ciò che le era convenuto. La riputazione de' suoi eserciti aveva ecclissato quasi quella delle sue flotte, perché queste non avevano piú nemici da combattere. Ma il debito che restava, turbava l'economia interna del paese e reagiva sulle sue istituzioni. Il sistema di Pitt era esaurito in tutte le sue conseguenze e si prevedeva che nelle sue istituzioni interne come nella sua esterna politica una potente modificazione lentamente si avvicinava.