Egli è probabile che gli effetti del fuoco divengano per esso maggiori sia per la celeritá sia per la esattezza e la portata dei tiri. Non pertanto ciò non costituisce un cambiamento nella natura dell'arma, ma un perfezionamento, un aumento di effetto.

Se fosse permesso di ragionare per analogia, potrebbe credersi che un tal fucile produrrá in guerra differenze analoghe a quelle che ha prodotte nella caccia a fronte dei fucili a pietra focaia. Ora non vi è negli effetti, tra un fucile a pietra focaia ed uno a percussione, la differenza che per esempio si scorge tra il trarre dell'arco e quello del fucile, tra la balista ed il mortaio da bomba.

Né propriamente la polvere da percussione nel suo stato presente può essere considerata come un nuovo agente di proiezione, ma solamente come un nuovo trovato atto ad infiammare piú prestamente e, ove sia per essere provato in grande nelle righe e nelle file, piú sicuramente la carica. Ond'è che questa scoperta non entrerá nei miglioramenti del fucile di guerra come arma mista se non come una frazione di frazione.

Sarebbe glorioso per lo dotto estensore dell'articolo[88] non meno che per la nostra Italia se la sua invenzione, a fronte di quelle tentate giá in molti luoghi d'Europa, meglio pervenisse a risolvere il nuovo problema ed a dare questo nuovo vantaggio al fucile a baionetta.

Il merito vero del signor barone maggiore Ferrari, le sue conoscenze speciali nelle artiglierie, la quantitá di dottrina, di meditazione, di esperienza che splendono nei diversi dettati di cui il nostro compatriota ha arricchito la scienza non meno che l'Italia, a tanto gli dánno fondato diritto di aspirare. E tali sono i miei voti, di che non deve dubitare un sí distinto uffiziale ed un sí distinto italiano.

Diverrá allora egli medesimo, aggiugnendo anche questo ai diritti che giá possiede alla stima dei suoi compatriotti, una novella prova, la quale dimostrerá sempre piú che in un'epoca durante la quale è piaciuto all'essere supremo di permettere che sin nel fondo dei cuori rifermentassero le passioni tutte che vi avea impresse, e di volere che un rinnovamento vasto e totale avvenisse nell'attivitá dello spirito, nell'ardore dei sentimenti, nelle abitudini e nel consorzio della vita; in tale epoca non poteva la guerra, che tanto influisce ad esaltar lo spirito e le passioni e ne sente l'influenza, che tanto vale a modificare l'esistenza dell'individuo e degli Stati, non poteva rimaner fuori dell'universale rinnovamento. È ella troppo generale, troppo grave causa di conseguenze gravi per non essere stata seriamente meditata e da coloro che la esercitavano come dovere e da coloro che la subivano come necessitá.

Conflitti diuturni, moltiplici, d'ogni natura, la presentarono in questi ultimi tempi nella sua piú estesa forma e sotto le sue piú svariate immagini. La terra ed i mari furono coperti delle distruzioni che le umane generazioni accumulavano, spinte alle pugne dalla politica, dal commercio, dagli odii civili, dalla conquista e dalla difesa. Le nazioni come i principi, gl'interessi come la gloria, la societá civile come la religiosa, immerse nel medesimo turbine, s'incontrarono armate sui campi, aspirando a fini diversi, ma tutti trattando la guerra come l'elemento comune e la necessitá assoluta della propria salvezza.

E dove mai ed in quai tempi avvenne che una passione, una necessitá universale, una societá scossa sin nei fondamenti, non abbia indagati e scoperti i modi di soddisfare utilmente alla condizione essenziale della sua esistenza, di sviluppare il fatale ardore che l'animava? Trovarono l'etá feudali i modi di guerra analoghi ai loro bisogni ed allo stato della societá in quei tempi; nei tempi posteriori, sorti altri interessi, la guerra prese altre forme e la politica altre alleanze; cosí ai dí nostri la guerra, cui tutto e ciascun individuo dovette inevitabilmente soggiacere, che portò seco la conquista ed il mescolamento dei popoli, prima per l'odio indi per la stima e per lo reciproco innestamento delle idee e delle abitudini; questa guerra gigantesca dovette elevarsi a pensieri alti, a modi vasti, potenti, dotti, ordinati, corrispondenti agl'interessi immensi, alle grandi passioni, alla civiltá matura delle generazioni che mieteva.

E ciò si scorge, secondo a me pare, o che si analizzi la scienza e l'arte della guerra nello stato a cui sono giunte, o che si deduca l'attuale loro stato dalle norme invariabili che siegue l'umano spirito, il quale non opera e medita la medesima azione continuamente senza meglio classificarne i princípi, semplificarne le forme, moltiplicarne ed elevarne le applicazioni.