Don Calogero, mangiatene pure quanto volete; io ho lo stomaco ripieno. O serbatelo per domani; sarà buono lo stesso.—

Segno che il piatto era riuscito immangiabile.

E allora passavano mesi prima che la confezione di un altro piatto nuovo venisse a tentare il signor Decano.

* * *

Dopo due anni di questa vita, Cardello aveva giornate e settimane di cattivo umore, nelle quali sbrigava alla lesta le faccende di casa, e non si curava che il signor Decano lo rimproverasse:

—Ah, don Calogero! Don Calogero! Così non va bene! Tutta questa polvere qui!… E i vestiti spazzolati alla diavola! E le scarpe lustrate alla peggio! E l'arrosto bruciato! E il pesce fritto malissimo! Che vi prende da qualche tempo in qua?—

Che mi prende?—rispose un giorno Cardello:—Mi prende che io me ne vado e le bacio le mani.

—Perchè, don Calogero? Perchè? Vi par poco il salario?

—Mi annoio, Eccellenza! Ecco la verità!

—Me ne dispiace più per voi che per me. Che vi manca qui?