Martelli aveva preso la cosa in santa pace, dicendo:

— Il male non l'ha fatto a me, ci siamo? ma a se stessa. Ormai io conoscevo tutti i difetti della bestia e la compativo; e siccome so, che è affatto incapace di correggersi, si farà sùbito prendere in uggia, e sarà ridotta in mezzo a una strada. Ci siamo? Il mio uscio le è chiuso sempre; la chiave l'ho in tasca e il portinaio è avvertito: in caso di un tentativo di scasso... per opera di madama, correre ad avvertire i carabinieri della caserma vicina. Mi sento smaritato meglio che col divorzio, che non c'è. Ah! Ne ho viste in nove anni, da che eravamo sposati! Ma io sono buono, prudente; ho sopportato il sopportabile e il non sopportabile.... Dillo tu, Gilletti. Mi hai sentito, qualche volta, lamentare in ufficio delle cattive maniere di mia moglie? Mai! Mai! Dicono di Giobbe! Ma costui, ci siamo? Doveva essere un poco di buono se il Signore gli buttò addosso tanti malanni. Infatti ebbe la sfrontataggine fin di rivoltarsi, di mettersi a tu per tu con Domeneddio... E intanto lo portano come esempio di pazienza! Ci siamo? Il vero Giobbe sono stato io, nove fitti anni, senza un solo giorno di riposo! Vi meravigliate di vedermi qui tra voi, per consiglio di Gilletti? Che dovevo fare? Uno sterminio, e andarmene in galera pei begli occhi di lei?

— Bisognerebbe sentire tua moglie in contradittorio per sapere la verità vera — feci io quel giorno, che era tornato in ballo il discorso... di madama.

— Tu sei vedovo — mi rispose — e puoi dar ad intendere di rimpiangere la bon'anima. Io ti credo, perchè la tua signora era eccellente persona, giovane, bella, caritatevole, l'idolo del vicinato. Lo so perchè, due anni, siamo stati ad abitare nella stessa via e non molto distanti. Questo però non vuol dire. Io per esempio... ci siamo? Se mia moglie non avesse fatto quel che ha fatto, e Gesù Cristo se la fosse portata in Paradiso, non finirei di cantarne gli elogi in ogni occasione; anche per dispetto, se è vero che i morti vedono e sentono quel che fanno e dicono i vivi. Sarebbe un'atroce canzonatura, da far crepare di rabbia anche una morta, stizzosa come lei. In contradittorio, tu dici? Ma son sicuro che le dareste ragione, non fosse per altro, per farla star zitta. Figuratevi che una volta, dopo aver leticato un paio di giorni — anche la notte! — per certa stoffa di una veste ch'ella diceva indispensabile, ma che il mio povero bilancio mi faceva giudicare... ci siamo? se non superflua, inopportuna, vedendomi scappare via disperatamente di casa mi urlò dietro: — Ti sbarazzerò di questa sciupona, ti sbarazzerò! Non dubitare! Sarai contento! — E venne a urlarmelo dal pianerottolo, mentre scendevo le scale.

Quella mattina, in ufficio, ero una mosca senza capo, con la trista minaccia negli orecchi: incredulo dapprima, ma impensierito a poco a poco. Se tornando a casa, trovassi davvero?... Le donne sono capaci di tutto. Mi attendevo, di minuto in minuto, di veder comparire la donna spaventata: — La signora!... La signora!... — Ridete? Avrei voluto vedervi nel caso mio. Noi uomini siamo così sciocchi da voler bene alle mogli senza saperlo. E allora... ci siamo? Chiedo un permesso di urgenza al Capo ufficio, corro dal negoziante, compro la stoffa... Avevo dovuto, lì per lì, farmi prestare i quattrini da un usciere, che fa lo strozzino con gli impiegati... Salgo a quattro a quattro gli scalini di casa e inciampo nella donna che accorreva da me:

— La signora, oh, Dio!... La signora!...

Mi sentii morire!... Si contorceva, come una serpe, sul letto mezzo disfatto, lamentandosi con voce rauca... Io tenevo ancora sotto il braccio l'involto con la stoffa. Se ne accorse; balzò a sedere, cessando tutt'a un tratto di contorcersi, di lamentarsi... — Che rechi lì? — E si mise a disfare lestamente l'involto.

— È la stoffa! — balbettai.

— Ah! credevi davvero di trovarmi morta? L'hai comprata per scusarti, caso mai! Chi sa per chi sarebbe servita se fossi morta davvero!

E questo fu il bel ringraziamento, soltanto questo!... Ci siamo? So io quel che m'è costata quella mia imbecillità, con l'usciere che, ogni ventisette del mese: — Signor Martelli... almeno gli interessi. L'ottanta per cento: un disastro!... E Bacci dice: In contradittorio!... Ma io mi sento felice e m'importa un corno, se la gente ride e sparla. Badino agli affari loro. Ieri l'altro intanto.... ho avuto la sodisfazione d'intravederla da lontano con indosso quella stoffa; l'ho riconosciuta e mi è parso di averle fatto un'elemosina... Ci siamo?»