— Tua moglie, se non altro, è una donna di spirito — disse Gilletti. — E poi?
— E poi?... È andata via, ripetendomi con tanto di faccia tosta: — Se potessi spiegarti!... — Attendeva la mia risposta; ma capì che stava per essere quale non l'avrebbe voluta.... Ci siamo? Perchè uno può smarrirsi come un ragazzetto colto in fallo, ma.... un solo momento! Dovette leggermi negli occhi intorbidati.... Oh! È impossibile! È assurdo!
— Ma niente incredibile! Niente assurdo! — rispose Cantelli. — Intanto levati il cappello e il soprabito, e mangia la minestra che ti si fredda. Si tratta di sintomi buoni: prodromi di riconciliazione. Il pentimento è evidente. Tu dovresti passarti una mano su la coscienza e riconoscere quanto hai contribuito, da parte tua, a farle commettere la sciocchezza....
— La chiami sciocchezza? Ci siamo?
— Per la donna è una sciocchezza. Qualunque cosa una donna pensi e faccia, è una sciocchezza....
— Anche se disonora.... se ammazza?
— In questo caso poi è assai peggio che una sciocchezza. Le donne, secondo me, possono, devono qualche volta, essere ammazzate, ma ammazzare mai.
— Disonorare.... è più di ammazzare!... Lasciami mangiare in pace. Non voglio discutere le tue solite enormità. Prodromi di riconciliazione? Pentimento? Che m'importa ora del suo pentimento? Doveva pentirsi prima di fare il male.... Mi fai dire stupidaggini!... Ci siamo?
Due settimane dopo, ci trovammo una sera noi due soli, Martelli ed io, a desinare. Gli altri avevano un banchetto regionale.
Martelli entrò masticando nauseato, quasi avesse in bocca un sapore di cosa amara. Buttò là, rabbiosamente, soprabito e cappello esclamando: