Esagerava; non era vero che la cotoletta fosse più immangiabile di quelle delle altre volte. Si calmò e riprese:

— Quel che pensai sùbito. E mi rimisi a sedere, e stetti ad ascoltarla guardandola in viso, per scrutarla.... Era sincera? Chi può mai dire quando una donna è sincera, dato che una donna possa mai essere sincera?... Ci siamo?

— Non fare il pessimista!

— È ravveduta, pentita.... Le son venute le lacrime agli occhi. Dice che quello, col pretesto di un affare urgente, è andato a Milano, a Torino, insomma, non si è fatto più vivo.... Che avresti fatto tu? Dimmelo, francamente; se ho sbagliato, sono ancora in caso di riparare.... Ci siamo? Che avresti fatto nei miei panni?

— Quel che tu hai fatto! Nè più, nè meno!

— Come lo sai?

— Ci vuol poco a capirlo.

— E mi approvi?

— Pienamente.... Almeno non mangerai più cotolette di cuoio.

— È strano, caro mio! Tu che sei vedovo, devi averlo provato meglio di me. Tua moglie era un angelo, era una santa.... Ma ci si abitua anche a una moglie demonio.... Ci siamo? E quando si è già contratta una abitudine.... È strano! Si rimpiange quel che ci faceva soffrire, disperare!... Ci siamo?.... Domani riprenderò.... la mia croce.... Pago il conto a Pappataci. Tu mi scuserai con gli altri.... Che ne dici? Che ne dici? Commetto un'imprudenza? Una debolezza? Una viltà?