Quelle carni rosee non gli avrebbero dato alle labbra una sensazione rivelatrice?... A lei, poi, sarebbe parso di baciare....

Oh, no.... mai, quantunque il suo cuore di madre la invitasse intanto e la spingesse!... Avrebbe voluto, almeno, che qualche tregua si fosse stabilita tra la innocente creaturina e lei; ma nel tempo istesso che parte di lei così desiderava e voleva, l'altra parte, la più orgogliosa, si tirava indietro, s'adontava di quel desiderio, si ribellava a quella volontà e cercava di paralizzarla!

Voleva forse baciare...?

E restava là, cogli occhi serrati, inerte, sotto lo spasimo della chiusa tortura; pensando con terrore che finalmente, una volta o l'altra, doveva vincere la ripugnanza.

E inorridiva dell'inevitabile contatto, che le avrebbe fatto risentire più immediata la violenza patita.

La mattina che dinanzi al marito non potè fare a meno di baciare il figliuolino prima di tentare di attaccarlo al seno, appena sfiorate con le labbra quelle carni delicate, Teresa gettò un urlo e cadde in deliquio.

***

Si era immaginata che dando il bambino a balia, avrebbe dovuto sentirsi alleviata, sollevata; invece era peggio. Giulio parlava continuamente del piccino. Ogni due o tre giorni le proponeva una scarrozzata fuori Porta, fino alla cascina della balia. La figliuola, anche lei, rammentava in ogni istante il fratellino con cui avrebbe voluto già fare il chiasso insieme. Così l'odiata creaturina, quantunque lontana, riempiva la casa di sè più che se fosse stata presente.

E poi....

— Come?... Perchè ora?... — ella si domandava, spaventata.