— In marmo finissimo.
— Conservare il lavoro in creta, coprirlo con un panno umido ogni giorno, quasi praticando un culto.... No, non è possibile: sarebbe un continuo pericolo.
***
Miss Flower era partita improvvisamente.
— Mi aveva detto di voler lasciarmi qualche migliaio di lire per le spese; e nella fretta se n'è dimenticata.
— Meglio, cara signora — rispose Ronchi alla Pinotti venuta ad ammirare il bellissimo gesso.
Nella sua dignità di creatore era contento di non veder mescolato a quell'ideale d'arte qualcosa di mercenario.
— Com'era orgogliosa dell'opera vostra! Una sera, da noi, disse tante e tante cose strambe.... da poetessa! Mio marito la guardava a bocca aperta. Disse: — In quel mio ritratto c'è infusa tutta l'anima dell'artista, e così intimamente che, talvolta, ho l'illusione, paurosa, di sentirla anche in me! —
Trascorsero mesi e mesi senza che miss Flower desse notizie di sè. A lettere, a telegrammi, nessuna risposta.
L'ansia che, intanto, turbava lo scultore aveva messo nei suoi occhi una luce da febbricitante, quasi da folle. Ma il giorno che la signora Pinotti gli consigliò di rivolgersi alle autorità di Londra per avere notizie della Flower, Efisio Ronchi rispose: