—Che ho?… Che ho?… Ne abbiamo quindici oggi?
—Ebbene?—fece il dottore.
—Dottore, non mi chiedete altro! E tu mangia tranquillo…. Due dolci!… Voglio mangiarne anche io…. quantunque mi piacciano poco….
Ma si vedeva benissimo che faceva un gran sforzo per apparire allegro. Teneva fissi gli occhi in viso al fratello, quasi si aspettasse da un istante all'altro qualcosa di straordinario, e nello stesso tempo si maravigliasse di non vederlo accadere. Verso la fine del pranzo arrivava il canonico Stella.
—Avete voluto che venissi a prendere il caffè da voi…. Che belle notizie?… Sponsali prossimi?
Don Rocco sembrava istupidito, e don Lucio peggio di lui. Nel versare il caffè al canonico la mano di don Rocco tremava.
—Avete sentito?—disse il canonico.—È morto Bismarco. I francesi saranno contenti…. Sì, molto zucchero…. altrimenti il caffè non mi fa digerire… E anche voi, don Rocco.
—Io? chi lo conosce costui?—rispose don Rocco.
—Il vostro Barbanera ha indovinato. Morte di un alto personaggio! annunziava per la prima quindicina di questo mese.
—Era alto!… Più alto di Lucio?—balbettò don Rocco.