Egli vuotò la coppa, ci guardò sorridendo ironicamente ed esclamò:
—Mi compiaccio di apprendere che ho ancora qualcosa da insegnare ai miei amici.
Io gli dissi:
—Tu hai paura di sembrare commosso a chi fai pena.
—Mi mancava soltanto la commiserazione di qualcuno!
E accese con indifferenza una sigaretta.
Il pranzo finì freddamente.
Due anni dopo, accompagnavo un amico di provincia che voleva osservare non ricordo più qual monumento al camposanto.
In quella sera di ottobre, col cielo coperto di nuvole, un po' umida e fredda, la città dei morti era deserta. Per ciò fui stupito di scoprire, in fondo a un viale, un uomo inginocchiato davanti a un monumento che non avevo avuto occasione di vedere prima e che sembrava bello anche da lontano. Sur un piedistallo di marmo scuro, un angelo di bronzo spiegava le ali levando in alto le braccia aperte, quasi stesse per spiccare il volo verso il cielo e in atto di offerta.
Ci accostammo.