Compare Giammona, invece, soleva fare due, tre sogni ogni notte, ma inconcludenti, da non poter ricavarne numeri che portassero fortuna.

C'erano gli avvenimenti della settimana, le grandi disgrazie riferite dai giornali, le piccole disgrazie che accadevano in paese.

Don Pietro e il compare perdevano intere giornate per cavarne i numeri infallibili. E quando li avevano scelti, restavano a contemplarli, estatici, scritti, anzi, sgorbiati dal compare su un pezzo di carta.

E don Pietro, sodisfatto, esclamava:

— Questa volta sono parlanti! Mi par di leggerli su la tabella del botteghino.

— Sono parlanti! — ripeteva compare Giammona.

E la sera del sabato si mordevano le mani, tiravano qualche moccolo. Invece del 35 era venuto il 36! Invece dell'82 era uscito l'83! Invece del 68, il 69! Pareva che lo avessero fatto per dispetto quei numeri infami!

Non era stato anche un vero dispetto...?

Don Pietro e il compare non potevano rammentarsene senza sentirsi soffocare dalla rabbia!

Don Vito, venuto a fare una visita alla nipote che stava a letto con febbre, passando davanti all'uscio dello studio del fratello, aveva picchiato con le nocche delle dita: