— Faglielo sapere; ci vuole tanto poco! Se occorre un messaggero... Non ho mai fatto questo mestiere; ma per te son pronto a tutto.
***
L'aveva vista a una fiera di beneficenza. Bionda, alta, snella, con certi occhi sognanti... indimenticabili; voce soavissima, musicale... indimenticabile; e una lieve andatura di tutta la persona quasi sfiorasse il terreno coi piedi... indimenticabile! Infatti non aveva dimenticato nulla di quanto potè osservare quella sera, l'unica volta che aveva avuto l'occasione di starle vicino, confuso tra la folla, pauroso di farsi scorgere, bevendosela tutta con gli occhi, e sentendosi ristorare l'anima e il cuore proprio come un assetato che riesca ad accostar le labbra a una limpida e fresca fonte.
Un altro, dopo otto giorni di attivissimo fantasticamento, avrebbe preso disperatamente la risoluzione di avvicinare, a ogni costo, quella signorina, di farle sapere l'opera di sconvolgimento prodotta dalla sola vista di lei in un povero cuore. La risposta non avrebbe potuto essere dubbia se la signorina era libera di scegliere; ma egli si sentiva così indegno della felicità di possedere quel tesoro da rassegnarsi anticipatamente a un possibile rifiuto.
Voleva almeno non meritarlo. E fece questo calcolo:
— La Divina — non la chiamava altrimenti — ha poco più di sedici anni: io ne ho ventiquattro. In due tre anni, potrò fare lo sforzo di rendermi non del tutto indegno di lei, spiritualmente, non fosse altro; giacchè non abbiamo nessun potere di modificare il corpo e le sembianze ricevuti nascendo. C'è l'azzurro del cielo nei suoi occhi; c'è la più paradisiaca melodia nella sua voce; m'ispirerò ad essi per arrivare a penetrare, ad intendere il cuore e l'anima della Divina e conformare ogni mio sentimento, ogni mio pensiero, ogni mio atto alla benefica ispirazione che mi verrà da lei.
E per ciò si era quasi segregato dalla società, tutto intento a quell'opera di purificazione che lo esaltava ogni giorno più, come più credeva che essa servisse ad accostarlo a lei.
C'erano ore e spesso giornate, nelle quali il suo misticismo filosofico gli faceva immaginare che certi influssi, certe correnti sprigionate dalla sua volontà dovessero arrivare fino a lei, farle vagamente sentire che qualcuno, da lontano, le stava attorno, in una specie di adorazione continua; e, forse, farle anche indovinare chi fosse; perchè, certamente, ella avea dovuto notare gli sguardi dello sconosciuto che, tra la folla, la sera della Fiera di beneficenza non aveva cessato un sol momento di fissarla con avida ammirazione.
Poi, tutt'a un tratto, il bel sogno del suo Ideale gli crollava davanti alla maligna insinuazione parsagli suggerita da qualche spirito irrisore:
— E la tua Divina dovrà venir chiamata: signora Coscia?... Signora Coscia!