— Si sono ammazzati?

— Pare. Ho inteso dire: un morto e quattro feriti.

— Oh, Dio! Oh, Dio!

— Ci sono sempre i guasta-feste in questo mondo. Ormai siete al sicuro.

E così avvenne che la bella moglina non gliela cercò la mamma nel sonno, ma se la trovò da se, dopo quella nottata passata conversando, perchè la ragazza aveva continuato a pregare: — Non ci mandate via! — e aveva spiegato perchè. Non erano del paese. La zia aveva voluto svagare la nipote facendola assistere alla caratteristica processione per Sant'Anna, processione a cui potevano prender parte soltanto le donne in istato interessante, e vi accorrevano dai paesetti vicini e anche da lontano, per voto. La gente si divertiva a vedere quei bauli portati attorno con una torcia in mano; e per questo la processione era famosa nella provincia.

La ragazza si chiamava Caterina, come la mamma di lui.

— Che ne dici, mamma?

— Sei tu che devi scegliere.

Egli aveva già scelto, senza por tempo in mezzo, quando fu l'aurora. La ragazza sembrava un'altra, allegra, chiacchierina, come se i La Rossa, madre e figlio li avesse conosciuti da anni. Si era lavata, pettinata, ravviata, ripetendo spesso:

— E' stata una fortuna per noi! Un morto e quattro feriti, dunque!... Oh, Dio! Oh, Dio!... Che bella bottega, è vero, zia? Vengano da noi per la festa del nostro patrono San Cipriano; anche senza il pretesto della festa... Capisco: non può abbandonare la merceria... Che peccato!