Il brigadiere dei carabinieri però ordinò di preparare le lanterne e con due militi e parecchi della banda che volevano vedere il morto: — Torniamo sùbito! — si affrettarono dietro a Lasagna che ripeteva, senza andar oltre nella narrazione:
— Volevo accendere la pipa dopo di aver chiuso la porta... Erano tre, quattro alla svolta della cantonata... Andavano di fretta, si capiva dal rumore dei passi... E tutt'a un tratto: Aiuto! Aiuto!... Lasciai di accendere la pipa... Mi parve voce di donna!
Nino era rimasto inchiodato su la seggiola, sbalordito dal contrattempo.
— Quel Lasagna! E' il vino di Pasqua!... Allegria, signori miei!...
Lo zi' Scatà andava da un punto all'altro della tavola per rianimare la festa; ma pure quelli che eran rimasti là si sentivano impressionati dalle parole di Lasagna.
— Anche voi, compare Nino. Dove volete andare?
Nino, che si era tolto la mantellina rossa e il camice da confratello, s'infilava in fretta in fretta il giubbone di panno, e scappava via, senza rispondere una parola, quasi uno gli avesse sussurrato all'orecchio... non capiva che cosa, ma una cosa trista assai!
E a mezza strada, incontrò il brigadiere e gli altri che tornavano addietro ridendo:
— Niente! Niente! Una ragazza rapita, pare. Sentiremo domani!
Lo avevano visto sparire nel buio, e lo attesero invano da Scatà. Don Giuseppe il sagrestano, all'ultimo, prese lui la campanella e uscì per le vie, seguìto dalla banda: 'Ntio! 'Ntio! 'Ntio!