Chiuse gli occhi, si passò più volte una mano su la fronte, riprese coscienza del suo stato, e continuò con voce dimessa, quasi chiedendo scusa:

— Mi sono dilungato troppo intorno a questi particolari. Avevo il cuore ridondante; è la prima volta che posso sfogarmi. E avrei tanto da dire! Ma... Eccomi al fatto. Badi: non c'è stata premeditazione. Fu un'idea improvvisa, un lampo.... Prima però bisogna che le spieghi... altrimenti avrebbe ragione di credermi pazzo. Ascolti bene. L'importante viene ora. Ha inteso parlare di Donato?

— Quale Donato?

— Quel belga ipnotizzatore, suggestionista, come si qualificava, e che voleva fare sedute pubbliche qui in Roma, come ne aveva fatte a Torino, a Milano, a Bologna?...

— Sì, ricordo; ne ho inteso parlare. Che c'entra costui?

— La polizia gli negò il permesso. Donato perciò fece degli esperimenti in privato; ed io vi assistei parecchie volte; la stranezza dei fatti mi attirava. Volli provarmi anch'io, prima a essere suggestionato, poi a suggestionare alla mia volta. E riuscii oltre ogni credere...

Allora mi venne idea di suggestionare Anna...

Quel fragile corpicino doveva risentire in modo straordinario gli effetti della mia facoltà, che si svolgeva ogni giorno più con gli esperimenti ripetuti negli studi degli artisti miei amici. Anna rifiutò di tentare la prova. Sua madre fu più severa: mi proibì fin di parlare di tali operazioni, secondo lei, diaboliche... La proibizione della madre servì intanto a stuzzicare la curiosità d'Anna. Ella si compiacque d'aver da fare col diavolo... Credeva al diavolo anche lei, e, sapendo di far male, lo faceva. Era perversa per istinto.

Ed era così bella! Pareva una madonna. Bianca di carnagione, bionda di capelli, slanciata di persona, con certi occhi grandi così, d'un azzurro limpidissimo...

Si lasciò suggestionare di nascosto, a poco a poco, e fu sopraffatta in men d'una settimana. Il mio disegno era questo: Strapparle una sincera confessione; — Mi amava? Non m'amava? — Esitai, proprio sull'estremo punto di raggiungere il mio intento. Esitai pensando: — E se non m'ama? Se ama un altro? —