"Invano sua moglie inquieta lo esortava a maggior calma. Più saliva e più voleva salire; l'ambizione incominciava a fargli provare le terribili ebbrezze del giuoco. Nulla di ciò che otteneva l'accontentava; guardava sempre avanti." E quando ambizione, smania di gloria, vanità politica, cadono davanti alla riapparizione di una Silvia molto diversa da quella che lo aveva amato, nella casa dove Isabella vive con la sua bambina, lottando contro il dissesto economico prodotto dalle sregolatezze del marito, il ritorno di lui a intervalli diventa sgradito e penoso per tutti.
* * *
Delle tre catastrofi, quella di Attilio Valda ispira più compassione che pietà. Carattere vacuo, intelletto impotente, ci interessa appena quanto può interessarci un animale. La principessa Lavinia Casàuri l'ha ripreso, e lo conduce con sè, facendogli dimenticare un amico carissimo all'ospedale e scancellandogli a un tratto dalla mente tutte le tardive risoluzioni di mutar vita. "Un presentimento lugubre l'assalse: egli non avrebbe mai più rivisto l'amico suo: Stefano sarebbe morto là dentro, innanzi del suo ritorno…" Dove lo portava mai quel convoglio nella notte? Come vi si trovava egli con quella donna?
La sua vita era spezzata: il suo futuro ripiombava nel mistero!… Dopo aver già intravisto la salvezza, come traverso a un tenue velario evanescente, s'era lasciato sopraffare… Ma, qual'era dunque la causa di codesta sua sciagura? Chi lo aveva perduto così per l'ultima volta?
"Egli reclinò gli occhi, brillanti di collera e di odio su la donna addormentata. Esasperato da codesta placida inconscienza, sentì una voglia criminosa di punire costei, di vendicarsene, d'alzare il pugno stretto e di batterlo con tutta la sua forza su la sciagurata fronte di quell'abietta creatura. Ucciderla: ecco il feroce desiderio che tutto lo teneva.
"In quel punto Lavinia si risvegliò, alzò gli occhi su di lui, e gli sorrise.
"Attilio pure sorrise."
E forse sorride anche il lettore.
La catastrofe del Senio, contrista con la sua rapida semplicità.
Il dottor Mordini, suo vecchio amico, gli evoca il ricordo di Dina, la fanciulla educata in casa di lui dalla sorella ora morta, e gli parla della sua candidatura politica che va a gonfie vele, e lo esorta calorosamente a lasciare quella femina che lo trascinerà all'abiezione…