Oggi, piove ogni sei mesi, quando piove! Farà la pioggia con le macchine costui? Basta; prenda la mia grillaia di Tirantello, e Dio gliela mandi buona!
Don Liddu raccontava a tutti le meraviglie dell'inglese nell'albergo. Aveva un materasso che si gonfiava come un otre, e due guanciali pure. Biancheria finissima; piatti, posate, bottiglie, bicchieri; tutto chiuso in una valigia. Mangiava come un lupo: un cappone, mezzo tacchino arrosto, e intrugli di minestre in brodo col vino; da selvaggio. E pepe a manate!… Ma pagava come un Dio, senza farselo dire due volte, senza neppure riguardare la nota. Avea voluto una caldaia, non vi essendo altro, per fare il bagno freddo la mattina, appena levato da letto. Vi saltava dentro nudo, vi sguazzava spandendosi l'acqua con le mani su la testa—don Liddu lo aveva osservato dal buco della serratura—e, appena asciugatosi, via come il vento, per la campagna: quattro, cinque miglia, quasi avesse il diavolo in corpo. Come non si buscava una polmonite? E turco, a dirittura! Nè segno di santa croce, nè messa le domeniche. E il Signore lo ha colmato di quattrini, mentre tanti poveri cristiani non hanno neppure un soldo per comprarsi un po' di pane!
—Mi farei turco anch'io, se fossi sicuro di buscarmi i quattrini che ha lui! Dico per dire,—concludeva don Liddu—giacchè con la salute dell'anima non si scherza.
Il notaio aveva condotto l'inglese in Casino, lo aveva presentato ai galantuomini più agiati, al Sindaco, all'Arciprete, all'Agente delle tasse, al Ricevitore, perchè così gli avea consigliato di fare l'amico che glielo aveva presentato con la lettera da cui era stato sbalordito quel giorno.
In casino, il dottor Medulla, fratello del canonico, tentava, con arte, di farlo parlare intorno ai progetti di coltivazione, per scoprire terreno, per vedere se doveva seguire il consiglio di suo fratello, di attendere fino all'ultimo prima di cedere la sua grillaia.
Ma l'inglese era stato parco, molto parco, nelle risposte.
—Non so ancora… È una mia idea, forse sbagliata. Chi non risica non rosica, come si dice in Italia… Si dice anche da noi. Vedremo.
Quel demonio d'inglese, però, sapeva tutto: i prezzi dei terreni, delle derrate, della mano d'opera; che cosa non sapeva?
E giocava a tarocchi da maestro; e al bigliardo aveva una destrezza! Serio serio, dinoccolato, pareva che sonnecchiasse, e teneva intanto gli occhi aperti.
Così, senza far rumore, si era comprato quasi un feudo per quattro soldi; e comperava ancora! Non gli erano bastati Tirantello e il Cucchiaio: l'appetito gli era venuto mangiando. E aveva preso anche i fondi accanto: mezzo Pennino e Santa Barbara, di là delle colline. E domani partiva per l'Inghilterra, quasi andasse a Brancaccio, cioè a quattro miglia da Settefonti, dov'era la rimessa della vettura postale, su lo stradone laggiù!