—Accade così per tutto, quando qualcuno sposta interessi, crea nuove risorse. Lotta lunga, ostinata, violenta; ma si finisce sempre con vincere!—aveva soggiunto il signor Kyllea.—Come non vincere, se si hanno alleati di questa forza?

A miss Elsa parve che suo padre dicesse queste cose con sottile accento di affettuosa malizia, e arrossì.

—Oh!—rispose—Certi alleati talvolta possono nuocere più che giovare!

Ma suo padre non le badò; scrollò il capo sorridendo, poi, tornato serio, disse:

—Gli alleati, per lo meno, debbono essere prudenti, e non far sapere ad altri…

E questo divieto aggiunse un senso di sgomento alla profonda impressione prodotta dalle rivelazioni di lui.

Ella stava per dirgli:

—Senti, babbo!…

La confessione di quel che era avvenuto tra lei e Paolo quella mattina, le tremava da un pezzo su le labbra, impaziente, quasi sospinta dal rimorso di essere stata taciuta parecchi giorni. Ma, appunto in quel momento, dopo le tristi cose accennate dal padre, le parve che la dichiarazione di Paolo, e il loro fidanzamento di un istante fossero stati un sogno, nient'altro che un sogno. E si trattenne, stringendo le labbra, quasi ringhiottendo le parole che le fremevano nella gola.

Disse soltanto, e con energia: