VII. Il busto.

—E che direste—esclamò il dottor Maggioli—se io vi raccontassi per quale sciocca circostanza sono stato, trent'anni fa, sul punto d'impazzire?

—Voi, così savio, così impassibile?—lo interruppe l'abate Venini.

—Se non savio e impassibile—riprese il dottore sorridendo—certamente molto equilibrato di nervi e di immaginazione. Eppure… Questo significa che le circostanze non hanno valore per loro stesse, ma assumono maggiore o minore importanza secondo certi stati del nostro organismo dei quali la scienza non sa ancora rendersi conto. Ho visto un uomo coraggiosissimo tremar di paura come un bambino; ho conosciuto un pusillanime che ha compiuto un atto di eroismo di cui nessuno lo avrebbe mai creduto capace. Passato quel momento, l'uno è tornato intrepido sfidatore di pericoli qual era sempre stato; l'altro, un poltrone che si atterriva fin della sua ombra. E nessuno ha saputo spiegare per quali ragioni, in un istante, le loro parti si siano invertite.

—Ah, io avrei voluto vedervi da Orlando furioso!

—Furioso a dirittura, cara baronessa—riprese il dottor Maggioli.—Non posso ricordarlo senza sentirmi correre acuti brividi per tutta la persona.

—Su, fate abbrividire anche noi!—disse la baronessa Lanari.

—Probabilmente voialtri riderete. Io stesso debbo fare talvolta uno sforzo per persuadermi che l'accaduto di trent'anni fa non è stato un sogno bizzarro o un'allucinazione. Mi domando: È mai possibile che io sia arrivato fino al punto…? Ma appena mi si ripresenta alla immaginazione la figura sbalordita dell'unico testimone di quell'incredibile stranezza—chiamiamola pure così—e torna a risonarmi nell'orecchio il suo grido:—Oh Dio! che hai fatto! Perchè? Perchè?—chino la testa pensieroso, riflettendo che misera cosa è il nostro organismo intellettuale, se cagioni tanto insignificanti possono, tutt'a un tratto, quasi annientarlo.

—Mi meraviglio che un dottore parli in questo modo—disse l'abate Venini.—Io ho creduto finora, che il nostro organismo, così semplice e così delicato, abbia invece una forza di resistenza veramente straordinaria.

—E appunto qui consiste il suo mistero! Urti, colpi violentissimi, spesso non vi producono nessuna notevole impressione; e quel che in confronto di essi potrebbe dirsi un soffio, una lieve spinta vi fa avverare, come nel caso di cui parlerò, un grave disastro.