— Mi ammazzerei.

— Ma voi ignorate senza dubbio quella che Hermann mi chiede!

— No, signore. So che si tratta d'una operazione con la quale rimarrei freddo e insensibile come un uomo senza cuore.

— È un'operazione che qualunque meschino barbiere sarebbe capace di fare. Ma io provo ribrezzo a stender la mano sopra una creatura perfetta per guastarla senza riparo! Non vo' commettere un sacrilegio. Un ago, una lancetta basterebbero per turbare la maravigliosa armonia del vostro organismo. Qualcosa di voi perirebbe, come per incanto. Diverreste un uomo nuovo, una creatura senz'affetti....

— Non desidero altro — interruppe Usinger. — Le mie sventure provengono dal cuore. S'io fossi insensibile, se....

— Ah, ma un giorno voi potreste amaramente rimpiangere quello di cui ora volete disfarvi!

— No, non è possibile; soffro troppo.

— Badate! Allora la scienza sarà impotente a darvi il minimo aiuto. È la sua inferiorità di faccia alla natura, è la sua miseria attuale. Per dispetto, come l'ebreo della leggenda, voi potreste buttar nell'oceano la preziosissima gemma del vostro sentimento. Ma nessuno badate! ripeto, nessuno potrebbe più ripescarvela. Persistete ancora nella vostra risoluzione?

— Più che mai, mio signore!

Il dottor Cymbalus appoggiò i gomiti sul tavolino, mise la testa tra le mani e stette a riflettere per due minuti. Hermann guardava il suo maestro, trattenendo il respiro. William aspettava, tranquillo, facendo girare tra le dita gli orli del suo berretto da viaggio.