Da due anni Hermann Strauss lavorava assiduamente a un Nuovo sistema della natura; ma quel giorno la sua meditazione era stata troppo intensa. Perduto nella immensità d'un problema d'altissima metafisica, aveva finito coll'addormentarsi; e russava da più di un'ora quando fu bruscamente svegliato da un insistente picchiare all'uscio.

— Avanti! — borbottò, sbadigliando e stirandosi sulla poltrona.

Comparve una gran cuffia dov'era affogata una grinzosa testa di vecchia.

— C'è un giovane che desidera parlarle — biascicò la cuffia.

— Passi — rispose Hermann. — Chi diavolo può essere?

E aveva appena terminato di pensar questa domanda, che un bel giovane, alto di statura, biondo, pallido e in abito da viaggio, si presentava sulla soglia.

— William Usinger!

I due amici si abbracciarono affettuosamente.

— Sei arrivato oggi stesso?

— Si; e ripartirò domani. Ho bisogno di te.