Spirito (rabbiosamente). No! No!
— Dunque vuoi andartene?
Spirito. O che mi mandi via?
— Non mi far paura! Sii bono! Sii bono! supplicava la Beppina con un fil di voce.
Fu una scena straziante, indimenticabile! Mi sento accapponar la pelle al solo ricordarla scrivendo. La voce della Beppina, quando ella parlava in nome dello spirito, aveva uno accento feroce; e lei, la povera ragazza, sfigurita dal terrore, quasi non era più riconoscibile. I capelli, scioltisi nell'agitarsi di tutto il suo corpo, le cadevano disordinati sulle spalle e sul petto, e, fra il nero dei capelli, il suo viso pareva livido, con quelle occhiaie dove sprofondavansi gli occhi chiusi, sotto le sopracciglia corrugate.
Spirito. Alzati! Alzati!
— Dio, come tremo!... Che voce!
Spirito. Inginocchiati, così, colle mani giunte! Piangi!
Inginocchiata nel mezzo della stanza, la Beppina singhiozzava, e grosse lagrime le rigavano il volto. I suoi ed io, attorno a lei, ci guardavamo, atterriti, nel bianco degli occhi, senza poter dire una parola.
— Perchè mi fai questi strapazzi? domandava la piangente.