O paci in grembo delle belle adriache
novellando di Scutari e d’Egina,
mentre passavan cantando per l’aria
Ruggero e Alcina,
e gli occhi, specchïanti il brillar tremulo
del Cipro nelle tazze di Murano,
ebbri d’amore erravan sulle Veneri
di Tiziano!...
Oh tristo il dì, che addormentò sui morbidi
drappi la razza che da voi discese: