Giorgio, felice all'idea di vedere un interno spagnolo e non volendo rifiutare un invito così cordiale, s'incamminò con l'amico ed a sua grande sorpresa si trovò in faccia a casa sua.

—Io abito in quella casa, disse al compagno.

—Allora avrete certo veduto Paquita. Quella è la finestra della sua stanza, rispose l'altro accennando alla ben nota finestra ornata di fiori.

Giorgio seppe a stento rattenere un senso di grata sorpresa—e trovandosi un quarto d'ora dopo come uno di casa seduto a tavola tra la vecchia e Paquita, pensò quanto fosse vero qualche volta che la fortuna ne sorprende addormentati. Pensò che se invece di accontentarsi di gettare di tanto in tanto uno sguardo dalla sua finestra a quella della fanciulla egli avesse tentato di penetrare nella casa in qualche modo o di attaccar discorso, forse sarebbe stato mal ricevuto e poco ascoltato, mentre invece, avendo tutto lasciato in balìa del caso, si trovava d'un tratto accolto in un modo famigliare. Ciò che vide però, aiutato dal suo fino spirito di osservazione, non gli fece certo nutrire speranza di «toccare il cuore» di Paquita; subito si capiva che non era una conquista facile, e che chiunque non si fosse presentato pour le bon motif avrebbe fatto meglio a tirar dritto per la sua strada. Quando era entrato nella stanza, appena Paquita lo vide, si era fatta rossa fino nel bianco degli occhi, il che aveva mostrato chiaramente al duca ch'egli era stato riconosciuto; e quando l'amico lo aveva presentato, il saluto della fanciulla era stato freddo ed imbarazzato, e tale che lo si poteva interpretare in vari modi.

Egli provava davanti a Paquita una sensazione che non si ricordava di aver provato, e si accorse, quando ebbe udito la sua voce, che esercitava un fascino non posseduto da alcuna delle cento donne da lui conosciute fino allora.

Si pranzava in una piccola stanza—adiacente a quella di Paquita da una parte ed alla cucina dall'altra—che sebbene semplicissima, era pulita assai e ornata di fiori e di un grande armadio in legno dipinto, bizzarramente intagliato.—A destra di questo era un quadretto rappresentante due guerrieri a cavallo su di una strada in riva al mare, che forse aveva qualche valore; ed a sinistra un altro quadro di quasi eguale dimensione, coperto da una tendina rossa, che eccitava non poco la curiosità di Giorgio.

Egli non poteva distaccare gli sguardi da Paquita, ed ella, sebbene tentasse sembrare distratta, lo guardava pur molto a sua volta, e quando gli occhi loro s'incontravano, le belle guancie di lei si coprivano di nuovo di un leggero rossore che non era prodotto solo dalla timidità naturale.

Ben inteso che Westford era stato presentato sotto al suo nome falso ed era creduto un pittore, certo non ricco, venuto per studiare i capolavori della scuola iberica. Nulla nel suo vestire o nei suoi modi poteva far dubitare del contrario, tanto egli aveva saputo, da perfetto attore, assumere l'aspetto della persona che voleva rappresentare; ma la sua bellezza e la sua distinzione non passavano perciò inosservate, e Paquita confessava a sè medesima che era difficile trovare un giovane più compito dell'amico di suo cugino. Bisognerà però ammettere che gli sguardi assassini e la sapiente cortesia di Giorgio avevano certo molto influenzato un tale giudizio.

Il pranzo, affatto spagnolo e molto modesto, fu animato ed allegro assai, e Giorgio pensava quanto si potesse esser felice con poco. La vecchia era una buona donna un po' grossolana ne' suoi modi, ma sebbene ridesse spesso fragorosamente, aveva impressa sul suo volto quell'ombra di mestizia che lascia il dolore da lungo tempo trascorso. La conversazione era allegra, divertente, un po' chiassosa. Giorgio piacque molto alla nonna. Egli sapeva benissimo raccontare, e si crederà facilmente che di aneddoti di ogni specie ne conosceva in gran copia. Vi era nel suo discorso qualcosa di così svariato ed originale, che in chiunque lo ascoltasse per la prima volta attirava straordinariamente l'attenzione. Il sole era già tramontato ed essi si trovavano ancora a tavola, non trattenuti dalla varietà dei cibi o dei vini, ma dalle risa e dall'interesse che le storielle di Giorgio suscitavano. Il suo cattivo accento spagnolo, anzichè diminuirla, aumentava la vis comica; e con quel tatto finissimo che lo distingueva in sommo grado aveva subito saputo stabilire la confidenza fra sè ed i suoi nuovi amici e stare nel modo più adatto ad esser simpatico nell'ambiente in cui si trovava.

Il rossore ch'era montato alle guancie di Paquita, appena vedutolo entrare, e che gli aveva provato d'essere stato subito riconosciuto, erasi mutato dopo in un pallore proveniente forse da una emozione nuova, che non aveva più abbandonato le guancie della bella fanciulla; mentre, al tempo stesso, v'era qualcosa di non naturale nei suoi modi e non sembrava partecipare francamente dell'allegria comune (ella tanto allegra di solito), come accade quando un pensiero ne preoccupa fortemente.