Sembravano un'apparizione.

Pietro, benchè non dovesse essere facilmente stupito da nessun arrivo, pure non osava credere ai propri occhi e temeva d'esser in preda a un'allucinazione: pure s'alzò e mosse incontro ai due che venivano; e più s'avvicinava, più s'accorgeva della realtà della loro presenza. Ma, allo stesso tempo, osservò su quei due visi giovanili l'espressione d'un mal celato turbamento che lottava con la balda contentezza dei loro sguardi amorosi. Procedevano lenti ed incerti, e quando videro il vecchio che veniva loro incontro, si soffermarono; ma poi, fattosi animo, ripresero il loro cammino.

Egli era tanto elegante della persona, che perfino il brutto costume allora di moda (era sul principio del secolo) non gli stava male. Sul suo corpo di sculturale bellezza qualunque vestito sarebbe sembrato un anacronismo. Era alto, e la svelta ma virile prestanza della sua figura contrastava col viso delicato e troppo bello, da cui non era ancor sparita la rosea freschezza dell'infanzia. Aveva l'occhio grande, pieno di vita e di languore insieme, i capelli bruni e ricciuti che gli lambivano il collo bianchissimo, il suo costume era scuro, stretto al corpo; portava stivali e un piccolo mantello che gli s'attortigliava intorno e gli cadeva sul braccio sinistro. Al destro s'appoggiava con un indicibile abbandono la bellissima compagna; i cui capelli che parevano oro in fusione, e gli occhi color di cielo, contrastavano con quelli di lui, mentre s'accordava l'espressione, identica su quei due visi diversi.

Ella pure era in quella età quando appena sboccia dalla fanciulla la donna. V'era nel suo incedere e nella ricchezza del suo abito da fidanzata qualche cosa di principesco. Eppure nulla potevasi immaginare di più blando del suo sorriso, nè di più dolce del suo sguardo; ma quando quella pupilla volgevasi a lui, facevasi ardente.

Pietro potè solo accorgersi della suprema ed adolescente bellezza di quei due, nel primo momento; dopo, rimasto abbagliato e confuso, abbassò gli occhi e stette rispettoso come aspettasse i loro comandi.

Ma essi del pari, come già s'è detto, sembravano imbarazzati.—In quell'istante s'udì un rumore di ruote, e poi si vide una carrozza passare tra gli alberi, allontanarsi; era certo quella che li aveva condotti. Allora il vecchio domestico, timidamente offrì loro i suoi servigi. Parve che a tali detti riprendessero coraggio; si consultarono prima con lo sguardo, poi si dissero qualche parola all'orecchio, e finalmente la fanciulla rivolse a Pietro il suo indescrivibile sorriso; ambedue accennarono di sì col capo e lo seguirono in casa.

III.

Qualche tempo dopo, l'aspetto della villa era affatto mutato, quasi scomparsa la tristezza delle vaste sale.—Pietro s'affaccendava sempre più, tutto ringalluzzito; un misterioso sorriso di contentezza illuminavagli il volto, divenuto gioviale. L'atmosfera stessa pareva diversa. Le finestre dell'ala sinistra che guardavano su quel piccolo, freschissimo lago, di cui già s'è parlato, stavano aperte.

Quello era l'appartamento abitato dai due ospiti sconosciuti; situato nella parte più antica della casa, si componeva di una vasta sala, riccamente addobbata, ma con le tappezzerie sdruscite assai; di due altre stanze, una amplissima, l'altra meno, tanto alte che sembrava d'essere in una torre; e di un gabinetto dipinto a fresco, dove il tempo aveva corretto la fantasia molto procace del pittore. Per giungere a questo appartamento bisognava attraversare la fila di salotti che riempivano il corpo di mezzo del palazzo.

La camera, le cui finestre si aprivano sopra quell'oasi deliziosa, di cui s'è detto, non era stata abitata da tempo immemorabile. La vôlta, arrotondata quasi come la cupola d'un tempio, dipinta a colori delicatissimi e coperta di dorature, a fogliami e rabeschi, sarebbe stata abbagliante, se gli anni non avessero tolto il luccichìo degli ornamenti e sbiadite le tinte. Un magnifico drappo di seta celeste ed argento a fiorami, di tinta cangievole ed a riflessi più chiari, copriva le pareti. I mobili bizzarramente scolpiti. Il letto, altissimo, a colonne intagliate, tra le quali cadevano le cortine in pieghe sontuose, occupava quasi tutta una parete. In faccia le due finestre, per le quali la luce penetrava smorzata dalle frondose cime degli alberi. In questa stanza il silenzio pareva maggiore che nelle altre.