Proprio per me? Tu vuoi tacere per non offendere sua madre, ecco perchè!
SILVIO
Ma se sei tu!
FULVIA
Non è vero! Io per lei sono — questa — e non posso essere sua madre! Sono arrivata al punto di crederci io stessa! Mi pare, mi pare veramente figlia di quell'altra. È spaventoso! Fin dal primo momento che la vidi e dovetti frenare ogni impeto che mi lanciava ad abbracciarla, a rifarmela mia sul mio petto! Le parole riguardose che fui costretta a dirle, che lei quasi m'impose col suo contegno, sono rimaste — irremovibili — non solo, ma così, proprio — realtà — realtà — anche per me. La guardo, con quelle spallucce lì, con quell'aria, e non credo più io stessa, proprio non sento più, che glieli abbia fatti io, quegli occhi, quella bocca; come se veramente ci fosse stata qui un'altra, da cui lei è nata — che io non so! — E il bello è poi, che non lo sa neanche lei! — L'ombra, divenuta realtà! E che realtà! Ha ucciso in me, veramente, il mio istinto materno per lei! Ora più che mai, che lo risento in me vivo per un'altra. — Via, via, via. — Non voglio più pensarci. — Si stia con la sua morta. E mi lasci qua — viva e in pace — per chi verrà.
SILVIO
Non dirlo! Sei stata qua con lei — son quattro mesi ormai...
FULVIA
A sorriderle, su questa graticola a fuoco lento... — Dio mio, basta ti dico. Non ne parliamo più. (Va a distendersi su una sedia a sdrajo) — Discorsi che si fanno... Poi non ci si pensa più. (Pausa tenuta) — Questa notte mi sono svegliata. Mi son messa a pensare, calmissima. Sì, questo dolore c'è, questa cosa orribile nella mia vita. Ma pure... — eh, si dorme! E se mi sveglio, posso mettermi a guardarmi le mani al lume del lampadino rosa... (Silvio, tentato, a questo punto le si fa presso, e la contempla lì distesa) — Che?... — Niente... così... le mani... il letto... i mobili nuovi della camera... — La vita è uguale; e ha tante cose a cui posso pensare, oltre questo mio dolore... (Scotendosi un po') — Bisogna dire che non è vero che quando uno ha un dolore, non pensa più ad altro. Pensa a tante altre cose. Io pensavo questa notte... — indovina? Ah come vorrei essere, come vorrei essere allegra! E questo è segno, sai? che non sono una canaglia.
SILVIO