Frida (saltando dalla nicchia sullo zoccolo e gridando come impazzita). Enrico... Enrico... Ho paura... ho paura...

E mentre il Di Nolli balza a sua volta dallo zoccolo e di qui a terra, e accorre a Frida che seguita a gridare convulsa, sul punto di svenire, irrompono—dall'uscio a sinistra—tutti: il Dottore, Donna Matilde parata anche lei da «Marchesa di Toscana», Tito Belcredi, Landolfo, Arialdo, Ordulfo, Bertoldo, Giovanni. Uno di questi dà subito luce alla sala: luce strana, di lampadine nascoste nel soffitto, per modo che sia sulla scena soltanto viva nell'alto. Gli altri, senza curarsi d'Enrico IV che rimane a guardare, stupito da quella irruzione inattesa, dopo il momento di terrore per cui ancora vibra in tutta la persona, accorrono premurosi a sorreggere e a confortare Frida, che trema ancora e geme e smania tra le braccia del fidanzato. Parlano tutti confusamente.

Di Nolli. No, no, Frida... Eccomi qua... Sono con te!

Dottore (sopravvenendo con gli altri). Basta! Basta! Non c'è da fare più nulla...

Donna Matilde. È guarito, Frida! Ecco! È guarito! Vedi?

Di Nolli (stupito). Guarito?

Belcredi. Era per ridere! Stai tranquilla!

Frida (c.s.). No! Ho paura! Ho paura!

Donna Matilde. Ma di che? Guardalo! Se non era vero! Non è vero!

Di Nolli (c.s.). Non è vero? Ma che dite? Guarito?