No, no. Prego, segga. Vado a chiamarle mio padre.

Esce per l’uscio a sinistra. D’Albis resta un po’ sconcertato, fa un gesto come per dire che non capisce nulla. Sta un po’ seduto, poi si alza e si reca a guardare i libri di uno scaffale. Sbuffa, torna a sedere. Entra poco dopo Guglielmo Groa.

Guglielmo.

Gentilissimo signore! Lei vuol parlare con me?

D’Albis.

Se non le dispiace, signor Groa. Due paroline. Lei ha fretta? Ho una gran fretta anch’io. Ecco.... una preghiera....

Guglielmo.

Comandi! s’accomodi!

D’Albis.

Troppo gentile, prego....