D’Albis.
Mi farai la grazia di leggerlo dopo. Aspettiamo te.
Leonardo.
Eccomi, sì, eccomi! Due minuti....
Via D’Albis e il tipografo. Leonardo si rimette a scrivere, ma, inquieto, guarda ogni tanto la lettera della moglie. Alla fine, non sapendo più resistere alla tentazione, la prende, lacera la busta, legge. Dopo aver letto, sta un po’ assorto, fosco, poi scuote il capo rabbiosamente, si passa una mano su la fronte e sul capo, e si raccoglie con violento sforzo a pensare, a scrivere. Due colpettini all’uscio. Leonardo grida:
Un momento!
L’uscere si mostra all’uscio.
Eh, perdio! Non sono una macchina!
L’Uscere.
No, sa? volevo dirle che c’è....