inchinandosi comicamente:

Me ne congratulo tanto, caro signore!

TELA.

ATTO SECONDO.

In casa dì Leonardo Arciani. Lo studio, arredato con ricca e sobria eleganza. Quattro scaffali pieni di libri, ampia scrivania con libri e carte, una sedia, una greppina, ecc. Uscio comune in fondo. Usci laterali. Finestra a destra.

Al levarsi della tela Guglielmo Groa sarà sdrajato su la greppina con una coperta su le gambe, un giornale su la faccia. Sulla scrivania è ancora accesa la lampadina elettrica riparata da un mantino verde.

Entra Livia, vede il padre lì steso, tentenna lievemente il capo con un sospiro, poi va ad aprire gli scuri della finestra: entra la luce del giorno. Livia spegne la lampadina della scrivania e va a scuotere il padre.

Livia.

Babbo.... babbo....

Gli toglie il giornale dal volto.