(non sopportando più la naturale, scusabilissima volgarità dei sospetti di lui)

Per carità, taci! Non finire di rompere ora, così, il sogno che mi tenne là, di questa casa, di te, di mia figlia, e che sentii subito — subito, appena vi ho rimesso il piede — come la mia vera vita! — Sì, qua.... te.... tutto.... — E un sogno adesso, là.... quella che fui là, quello che feci....

Lello

(dapprima quasi sbalordito di sentirle dire così; poi, subito, accendendosi di nuovo)

Ma io.... io ancora non lo so, non lo so che cosa fosti là, che facesti! Sei rimasta otto giorni — questo solo so — quando l’obbligo tuo, trovando che lì ti avevano (con un violento scatto di nausea) oh, vigliaccamente, vigliaccamente, sai? brutalmente ingannata — l’obbligo tuo era di ritornartene subito qua!

Evelina

Sì, sì, è vero, è vero! — Ma Aldo....

Lello

Che Aldo! Dici Aldo? Senti: ci vuole una bella sfrontatezza! Come se non sapessi che fu «lui», «lui!» E il figlio, d’accordo! Un inganno da mascalzone, sì, sì, una trappola per riprenderti «americanamente», servendosi del figlio! E tu ti sei lasciata riprendere!

Evelina