Lello

(irritato di non potersi in alcun modo riprendere; con violenza)

Io non preferisco niente! non preferisco niente!

Evelina

(prima placida, sicura; poi, man mano, con foga crescente)

Oh, e neanche io, vedi? Niente. M’impongo di non preferire niente, perchè non voglio perderlo il diritto di rivedere i miei figli. Se pretendi che non veda più Aldo, rompo con te. Sì, sì, caro mio! Proprio come là ho respinto lui, per ritornare a vedere qua mia figlia. Siete uomini, voi — e basta! Io sono madre! Messa in una situazione impossibile! Una là con quello che mi fa essere.... come qua con te, Dio mio, non mi passa, non mi passa neppure per il capo di poter essere! Un’altra — un’altra. — Ma non rimpiango, oh, non credere che rimpianga nulla per questo! Perchè io.... non so.... sono pure «questa», qua. Non soffro, non soffro, ti giuro, Lello, d’essere qua, questa, come per tanti anni sono stata! Non mi costa nulla volermi anche per me, come tu mi vuoi, placida, sennata, ordinata; tutt’al contrario di come.... io non so perchè.... divento subito per quell’altro, appena.... appena mi guarda dentro gli occhi.

Lello

E ti grida: «Iviù!»

Evelina

Già, così.... Vedi, m’è corso come un brivido per tutte le carni....