Elisabetta

Sì, padrona. Non dubiti.

Via.

Donn’Anna

guardando l’umile corona:

Pregare — inginocchiare il proprio dolore.... — Tenga, Don Giorgio.

Gli porgerà la corona.

Per me è più difficile. In piedi. SeguirLo qua, attimo per attimo. A un certo punto, quasi manca il respiro; ci s’accascia e si prega: — «Ah, mio Dio, non resisto più: fammi piegare i ginocchi!» — Non vuole. Ci vuole in piedi; vivi, attimo per attimo: qua, qua; senza mai riposo.

Don Giorgio

Ma la vera vita è di là, signora mia!