— consolarsi in qualche modo!
Donn’Anna
E poi, come da lontano, ogni tanto, ricordarsi di lui: — «Era così» — «Diceva questo» — Va bene?
Donna Fiorina
Come tutti hanno sempre fatto, Anna mia!
Donn’Anna
Insomma, ecco, farlo morire, farlo morire anche in noi; non così d’un tratto com’è morto lui là, ma a poco a poco; dimenticandolo; negandogli quella vita che prima gli davano, perchè egli non può più darne nessuna a noi. Si fa così? — Tanto e tanto. Più niente tu a me; più niente io a te. — O al più, considerando che se non me ne dài più è perchè proprio non me ne puoi più dare, non avendone più neanche un poco, neanche una briciola per te; ecco, di quella che potrà avanzarne a me, di tanto in tanto, io te ne darò ancora un pochino, ricordandoti — così, da lontano. Ah, da lontano lontano, badiamo! per modo che non ti possa più avvenire di ritornare. Dio sa, altrimenti, che spavento! — Questa è la perfetta morte. E la vita, quale anche una madre, se vuol esser saggia, deve seguitare a viverla, quando il figlio le sia morto.
Si ripresenterà a questo punto sulla soglia dell’uscio in fondo Giovanni, il vecchio giardiniere, sbigottito, con una lettera in mano. Vedendo Donn’Anna, si tratterrà d’entrare e farà cenno a donna Fiorina della lettera, badando di non farsi scorgere. Ma Donn’Anna, vedendo voltare la sorella e Don Giorgio, si volterà anche lei e, notando lo sbigottimento del vecchio, gli domanderà:
Donn’Anna
Giovanni — che cos’è?