Donn’Anna
Temi ch’egli possa castigare il tuo spavento, comparendoti per burla di là?
Indicherà la camera del figlio.
Io non ho bisogno di credere alle ombre. So che egli vive per me. Non sono pazza.
Donna Fiorina
Lo so! E intanto fai, come se fossi!
Donn’Anna
Che ne sai tu come faccio? delle ore che passo? Quando, su, abbandono la testa sui guanciali, e lo sento, lo sento anch’io il silenzio e il vuoto di queste stanze, e non mi basta più nessun ricordo per animarlo e riempirlo, perchè sono stanca. «So» anch’io, allora! «so» anch’io! e m’invade un raccapriccio spaventoso! L’unico rifugio, l’ultimo conforto allora è in lei, in questa che viene e che ancora non «sa». — Me le rianima e me le riempie lei subito, queste stanze; mi metto tutta negli occhi e nel cuore di lei per vederlo ancora qua, per sentirlo ancora qua, vivo; poichè da me non posso più!
Donna Fiorina
Ma ora che ella viene —