dopo che il pianto della madre avrà fatto per un momento sussultare quel silenzio di morte, dirà alieno, attribuendo quel pianto al dolore per la sorella:
Povera zia; ma guarda!
Lida
È come una follia!
Elisabetta
Ne parla così, che quasi lo fa vedere. Io mi guardo dietro, quando sono qua sola, come se debba vederlo uscire da questa camera e andare per quell’uscio in giardino o di qua alla finestra. Vivo in un tremore continuo. Mi fa badare alla sua stanza; rifare il letto; ecco — là — le coperte rimboccate: ogni sera così, e tutto preparato, come se dovesse andare a dormire.
Donna Fiorina
piano, come una mendica, a Lida che le si sarà stretta accanto istintivamente, impaurita dalle parole d’Elisabetta:
Liduccia mia! Liduccia! Tu mi vuoi bene ancora?
Lida