Che cosa, figlia mia? Io non ti capisco!

Laura.

Questo! Questo ch’io sento. La ragione non lo sa; forse non può ammetterlo. Ma lo sa la natura, che è così! Il corpo, lo sa! Una pianta — qua, una di queste piante! Sa che non potrebbe essere senza che ci sia amore! Me lo hanno spiegato or ora. Neanche una pianta potrebbe, se non è in amore; se non vuole il frutto che per sè non può dare! Vedi com’è? Non sono esaltata! No, mamma. Io so questo: che in me, in questo mio povero corpo — quando fu — in questa mia povera carne straziata, mamma, doveva esserci amore. E per chi? Se amore c’era, non poteva esserci che per lui, per mio marito.

Con gesto di vittoria, quasi allegra.

E allora!

Francesca.

Che dici? Ah, questo è un nuovo martirio, figliuola mia! Ne sei certa? proprio certa?

Laura.

Sì. Ma è così! è così! È per forza così! Frutto dell’amore ch’era in me; nel mio corpo!

Francesca.