Ma che si faccia.... pur troppo....
Laura.
Solo per un ragionamento, è vero? e dopo che m’hai buttato in faccia con disprezzo, con orrore, tutto ciò che t’ho dato di me? e che tu hai potuto stimare un calcolo vile.... un laido inganno.... un espediente....
Giorgio.
No, no, Laura! Ma se l’hai chiamata tu stessa una follia?
Laura.
Ah, una follia, sì! E sperai che t’avessi sollevato con me nell’ardore di essa, qua, in mezzo alle piante che pure la sanno, questa mia stessa follia! O che tu almeno me lo chiedessi, come si chiede a una povera folle un sacrifizio che essa non sa.... della sua stessa vita.... e chi sa! avresti forse ottenuto quello che volevi. Perchè non puoi credere ch’io volessi salvare in me chi ancora non sento e non conosco. Io l’amore volevo salvare! cancellare una sventura brutale, non brutalmente come tu vorresti....
Giorgio.
Ma come? come, in nome di Dio?
Laura.