Proferirà così due volte il nome di lei con due diversi sentimenti: d’angoscioso sgomento, prima, poi d’implorazione quasi irosa. Laura s’arresta. Lo guarda. Pausa. Giorgio si copre il volto con le mani e rompe in singhiozzi.
Laura
accorrendo a lui.
Giorgio, tu mi credi?
Giorgio.
Non posso! Ma non voglio perdere il tuo amore!
Laura
con impeto di passione.
Ma a questo solo tu devi credere!
Giorgio.