Zena

subito, risentita.

È forse venuto qualcuno a mia insaputa, signora, a parlarti di quel ragazzo?

Laura.

No, Zena: nessuno, t’assicuro.

Zena.

Signora, dimmelo! Perchè una parola ebbi allora, quando avrei potuto approfittarmene, se non avessi avuto coscienza — io sola, sai? contro tutti! — e una parola ho anche adesso!

Laura.

Ma no, no, non è venuto nessuno: stai tranquilla. È venuto in mente a me. Così. Perchè mi sono ricordata che, prima di sposare, mi fu detto che mio marito qua, in villa, da giovane....

Zena.