[2]. Pag. 179.
[3]. E anche a Napoli (Arch. stor. p.le prov. nap. V. 608). E perchè non citare anche quella degli Umidi di Firenze di cui il Lasca disse (Lett. a Mes. Lorenzo Scala, premessa al primo libro delle opere burlesche, ed. Bern. Giunta 1548): «la quale (Accademia degli Umidi) principalmente fa professione, essendovi tutte persone dentro allegre e spensierate, dello stil burlesco, giocondo, lieto, amorevole e, per dir così, buon compagno?». Si vedano, per altro, a proposito, delle parole umore e umorismo, il Baldensperger (Les définitions de l'humour in Êtudes d'histoires littéraire, Paris, Hachette, 1907) e lo Spingarn nell'introduzione del primo volume della sua raccolta Critical Essays of the Seventeenth Century, Oxford, Clarendon Press, 1908; non che ciò ne dice il Croce in Critica, vol. VII, pagine 219-20.
[4]. Cecco Angiolieri in uno dei suoi sonetti, parlando della madre che gli vuol male, dopo avere enumerato alcuni cibi dannosi ch'ella gli consiglia, dice:
E se di questo non avessi voglia
e stessi quasimente su la colla
molto mi loda porri con la foglia.
[5]. Lettera XV.
[6]. Vedi Victor Basch, La poëtique di F. Schiller (Paris, Alcan, 1902).
[7]. Zur Naturwissenschaft in Allgemeinen. Tomo XXXIV delle Opere, ed. Hempel, pag. 96-97. Ma il Goethe non tenne conto che prima dello Schiller lo Herder aveva distinto Natur-poesie da Kunst-poesie. Vedi anche V. Basch, Op. cit.
[8]. Vedi G. Muoni Note per una poetica storica pel romanticismo (Milano, Società Ed. Libr., 1906).