TELA.

ATTO SECONDO.

Tinello in casa del Capitano Perella. Veranda in fondo, con ampia vista sul mare. Due usci laterali a sinistra: quello prossimo al proscenio è la comune; l’altro dà nella camera da letto del Capitano. Tra un uscio e l’altro un portafiori con cinque vasi bene in vista. Lateralmente a destra, un altro uscio. Vetrine con stoviglie da tavola, credenza, e poi divano, con sulla spalliera uno specchio; poltrone, un tavolinetto. La tavola è apparecchiata in mezzo, con cura, per quattro. Alla parete, quadri rappresentanti marine, vecchie fotografie, e qua e là oggetti esotici, ricordi dei viaggi del capitano Perella. Lo stesso giorno del primo atto. Pomeriggio. A poco a poco si farà sera e, sul finire dell’atto, entrerà dalla veranda un bel chiaro di luna.

SCENA PRIMA. Il signor Paolino, Nonò, poi Grazia.

Il signor Paolino, seduto al tavolinetto con Nonò accanto sfoglia un quaderno di versioni latine e segna con un lapis rosso e turchino i voti sotto ogni versione.

Paolino.

E qua possiamo segnare un bel nove.

Nonò.

Un altro nove? (Batte le mani, esultante) Che bellezza! E così fanno: tre otto, un dieci e due nove!

Paolino.