(dall’interno).
Permesso?
Paolino.
Vieni, vieni avanti, Totò. Cinque minuti, eh?
Il signor Totò entra tenendo sospeso per il cappio un involto, col braccio alzato all’altezza del mento, e il collo torto.
Totò.
Abbi pazienza: cosa delicata, Paolino. C’è pure di mezzo la mia responsabilità, capirai.... quella di mio fratello.... Qua c’è un innocente....
Paolino
(investendolo).
Un innocente? Chi? chi è l’innocente? Ah, tu vieni a dire a me che qua c’è un innocente? Lui, l’innocente? Quando siamo tutti qua, anche tu, per costringerlo a fare il suo dovere, nient’altro che il suo dovere, a costo di farmi scoppiare il cuore, dalla rabbia, dall’angoscia, dalla disperazione!... Uno come me, che non ha mai finto, che ha gridato sempre in faccia a tutti la verità, costretto a usare un inganno di questo genere, col concorso d’un imbecille come te!