Totò.

Sì, sì, grazie. Addio, Paolino. (Esce per l’uscio a sinistra).

Paolino

(va a prendere il pasticcio per collocarlo, con solennità sacerdotale in mezzo alla tavola, altare della Bestia, e tenendolo prima sollevato come un’ostia consacrata).

Oh, Dio, fa’ che valga! fa’ che valga! La sorte d’una famiglia, la vita, l’onore d’una donna, Dio, la mia stessa vita, tutto è sospeso qui!

SCENA QUINTA. La Signora Perella e Detto.

La signora Perella rientra dall’uscio a destra più che mai vergognosa con le spalle voltate verso Paolino, il capo basso, gli occhi a terra, ambo le mani parate a nascondere il seno. È scollatissima, e s’è fatti i tre ricci a gancio, uno in mezzo alla fronte; gli altri due alle gote.

Signora Perella.

Paolino.

Paolino