Paolino.

Ma non capisci che bisogna che egli veda?

La signora Perella si reca allora le mani al volto, sollevando di qua e di là le braccia per scoprire abbondantemente il seno imbandito.

Signora Perella.

Èccoti, èccoti....

Paolino.

Ah.... be.... benissimo.... sì.... be.... benissimo.... (Se non che, la signora Perella, col volto così nascosto, scoppia in pianto). Che? Piangi? Ma no! Piangi? E brava, sì! Piangi, adesso! Sciupati anche gli occhi! (Subito, intenerendosi e abbracciandola) Anima mia, anima mia, perdonami! credi, soffro più di te, più di te, di codesto tuo strazio, che è atroce! M’ucciderei, credi, m’ucciderei per non veder codesto spettacolo della virtù che deve prostituirsi così! Su, su.... È il tuo martirio, cara!... Bisogna che tu lo affronti con coraggio! E tocca a me di fartelo, il coraggio!

Signora Perella.

Giovasse almeno!

Paolino.