(come se tutt’a un tratto gli si facesse lume).
Ah, uno che finge, signor professore!
Paolino.
Ecco. Uno che finge come un commediante appunto, che finge una parte, poniamo di re, mentre è un povero straccione; o un’altra parte qualsiasi. Che c’è di male in questo? Niente. Dovere! professione! — Quand’è il male, invece? Quando non si è più così ipocriti per dovere, per professione sulla scena; ma per gusto, per tornaconto, per malvagità, per abitudine, nella vita — o anche per civiltà — sicuro! perchè civile, esser civile, vuol dire proprio questo: — dentro, neri come corvi; fuori, bianchi come colombi; in corpo, fiele; in bocca, miele. O quando si entra qua e si dice: — Buon giorno, signor professore, invece di: — Vada al diavolo, signor professore!
Giglio
(balzando).
Ma come! scusi! per questo?
Belli
(c. s.).
Dovremmo dirle: — «Vada al diavolo?».