Toti.
No, dico.... sul serio, ecco.... per la cosa in sè, signor Direttore: se vogliamo venire al punto della questione, al punto vero, ecco, volevo dire. L'orario, signor Direttore! Mi arrivano stanchi questi ragazzi all'ultima ora! Dalle otto e mezzo fermi — braccia conserte — all'ultima ora, che ne vuole più? Io sono vecchio — lei, tanto tanto non scherza — non parliamo di Cinquemani — a una certa età, non sappiamo più compatire questi ragazzini a cui il sangue bolle nelle vene, mi spiego? Ragazzini sono, santo Dio, ragazzini, cavaliere mio! Io li guardo serio, non creda: così! Ma le giuro che quando me li vedo davanti con certe facce da santi anacoreti, mentre sotto sotto son sicuro che me stanno combinando qualcuna.... certe trovate, creda, così carine! farmi.... farmi camminare la cattedra, per esempio, mentre ci sto appoggiato con le braccia....
Sbotta a ridere, cerca di frenarsi sotto gli occhi indignati del Direttore; non ci riesce, pur cercando di ricomporsi con buffi sforzi.
Direttore.
Eh, sfido! Se lei ci sciala così!
Toti.
Nossignore! glielo giuro! Serio li guardo!
Direttore.
Ma che serio, mi faccia il piacere! Io non so! come se non mancassero di rispetto a lei! Come se non mettessero lei in berlina!
Toti